Il progetto

Padova 2020 Capitale europea del volontariato e gli stati generali della Pace e della Nonviolenza

A giugno 2019 il CSV di Padova ha presentato il progetto “Padova capitale del volontariato 2020” e chiama le associazioni del territorio a partecipare al progetto.
Dopo aver ricevuto una serie di adesioni, a settembre 2019, il CSV stabilisce di raggruppare le associazioni aderenti al progetto in 7 Tavoli di lavoro: 

  1. Povertà e nuove emarginazioni
  2. Salute, sport e benessere
  3. Cultura e istruzione
  4. Tecnologia e innovazione
  5. Ambiente e urbanistica
  6. Economia e sviluppo sostenibile
  7. Pace, cooperazione internazionale e diritti umani

Il primo compito di ogni Tavolo è quello di stendere un Position Paper con un programma di massima di quanto ogni Tavolo intende fare.

> POSITION PAPER Tavolo n.7

Il Tavolo n.7 “Pace, cooperazione internazionale e diritti umani” si struttura diversamente dagli altri tavoli che hanno uno o due coordinatori. A coordinare il Tavolo c’è infatti un gruppo di associazioni.
Il gruppo decide di stendere il position paper attraverso un percorso partecipativo in 4 tappe che ha coinvolto tutte le associazioni che si sono iscritte al Tavolo, e di individuare allo stesso modo i progetti più significativi su cui far convergere le risorse assegnate ad ogni tavolo. 
Tra dicembre e gennaio sono stati individuati 3 progetti nuovi e significativi elaborati dal Tavolo n.7. Due riguardavano la cooperazione e uno la pace. Purtroppo i due sulla cooperazione (“Padova mondo” e “All around the World” sono ad oggi bloccati, e/o rinviati all’anno prossimo, data la pandemia mondiale). L’unico progetto che è al momento attuabile e in fase di svolgimento è appunto quello “degli Stati Generali della pace e della nonviolenza in Veneto”.

Elenco associazioni partecipanti al Tavolo n.7 suddivise per progetti

STATI GENERALI DELLA PACE E DELLA NONVIOLENZA IN VENETO

Il progetto è stato approvato dall’assemblea delle associazioni dell’area “pace, diritti umani e cooperazione internazionale” iscritte al registro comunale del Comune di Padova verso la fine del 2019. 
Nella sua realizzazione sono state coinvolte le associazioni di area pace delle altre città del Veneto e si vorrebbe inoltre coinvolgere gli attori istituzionali e cioè la Regione Veneto, la Fondazione Venezia per la ricerca sulla Pace, altre fondazioni eventuali, i Comuni aderenti alla Tavola per la pace, l’Ufficio Scolastico Regionale (cioè la struttura territoriale del MIUR) e le scuole, le tre Università del Veneto.

Gli Stati Generali della Pace e della nonviolenza saranno una occasione per elaborare una riflessione complessiva sulla pace e sulla nonviolenza in Veneto, a cui sarà richiesta una ricaduta istituzionale.

Obiettivi principali:

  1. effettuare una ricognizione su quanto fatto
  2. individuare le priorità per l’azione futura
  3. rilanciare l’azione di pace in Veneto (ma potenzialmente anche per l’Italia). Far circolare le informazioni sulle buone pratiche e le buone iniziative esistenti per poterle replicare. dandone un giusto rilievo nei media e nei social.
  4. costruire una informazione di pace: la stampa ed i mezzi di comunicazione devono utilizzare un linguaggio appropriato che non inciti alla violenza e all’odio, dare risalto alle notizie positive di convivenza, mutuo aiuto, solidarietà, collaborazione creativa, soluzioni ai problemi che partono dal basso.

Obiettivi secondari:

  1. contare gli attori sociali attivi e significativi
  2. dare visibilità alle azioni di pace e di nonviolenza
  3. modificare e rifinanziare le leggi regionali sulla cultura di pace e di nonviolenza. Accedere ai fondi europei per moltiplicare per 100 gli attuali 75.000 destinati all’educazione alla cittadinanza mondiale nelle scuole di ogni ordine e grado.
  4. aumentare il numero dei Comuni iscritti alla Tavola per la pace
  5. spingere per la creazione in Italia di un Istituto di ricerca per la pace adeguatamente finanziato e gestito
  6. dare impulso al riutilizzo di strutture militari di pregio storico, culturale, ambientale dismesse o sottoutilizzate.

Gli stati generali della pace e non violenza in Veneto vogliono quindi essere occasione per rinforzare la rete delle associazioni e per rilanciare i temi della Pace. Mai come ora, e l’emergenza coronavirus l’ha fatto emergere, è necessario ribadire l’importanza di costruire una pace stabile. Abbiamo visto che ci servono ospedali, ricerca, cure, non armi. Abbiamo notato come si sia cercato di comparare l’azione di contrasto come fosse un’azione di guerra quando invece con la guerra nulla ha a che fare. 

Per realizzare il progetto le associazioni aderenti hanno deciso di suddividersi in 4 sotto gruppi di lavoro:

1. Istituzioni locali e pace; 
2. dalla memoria della guerra alla memoria della pace/territori di pace; 
3. scuola, educazione e ricerca per la pace;
4. campagne nazionali e internazionali per la pace/informazione e pace.