Verbale incontro del 16.10.2020

Presenti:

Paola   Amici dei Popoli – Padova

Chiara. AMESCI – Padova

Bernardino. Pax Christi – Mestre
Bernardino riferisce dell’impossibilità ad essere presenti, per intervenuti impegni, sia da parte di Sergio (MIR Padova) e Davide (SOS Diritti). Davide ci fa sapere che la campagna scuole smilitarizzate è partita ed è stata annunciata con una conferenza stampa, come previsto, il 2 ottobre. Conferma che è stata attivata una pagina facebook di sostegno (https://www.facebook.com/scuole.smilitarizzate/). Conferma che sarà fatta una iniziativa il 4 novembre ma ad oggi non vi sono notizie particolari. Appena in possesso di ulteriori dettagli ve lo faremo sapere. Sergio ci fa sapere inoltre del probabile rinvio dell’assemblea degli stati generali (prevista per il 28 novembre) stante l’evolversi della situazione. Con Sergio si era ipotizzato un incontro il 30  ottobre alle ore 18,  via zoom, dell’intero tavolo 7 area Pace. Constatate le difficoltà di partecipazione in quella data da parte di alcuni, si propone di anticipare l’incontro al 29 di ottobre, stessa ora. 

Il confronto è proseguito sugli obiettivi con cui ci siamo lasciati la volta scorsa. Si è discusso molto sui possibili casi studio. Viene segnalato un possibile caso studio della Fondazione Langer, curato da GABRIEL AUER: “LEGGERE LA GUERRA PER IMPARARE LA PACE” ESEMPIO GUERRA NEI BALCANI (https://www.alexanderlanger.org/it/658/2835). Si pensa possa essere troppo distante nel tempo ed emotivamente non in grado di coinvolgere le persone più giovani. Ci si suggerisce di studiare ed eventualmente utilizzare l’indagine di Amnesty (https://www.amnesty.it/barometro-dellodio-sessismo-da-tastiera/#sintesi) che mette in evidenza che il linguaggio d’odio colpisce prevalentemente le donne. Viene suggerita anche la lettura del libro di Federico Faloppa (https://www.ibs.it/odio-manuale-di-resistenza-alla-libro-federico-faloppa/e/9788851177966?gclid=CjwKCAjwz6_8BRBkEiwA3p02Vaq8xleCTOhloBOPMxrLcWCnwBxplr0qOx-yk3ONMMt1bCcgIs4mkxoCfVEQAvD_BwE). Ci si suggerisce come caso la lenta strage del mediterraneo e quanto sia crimine d’odio il non prestare soccorso. Nel brainstorming  viene ipotizzato anche il caso delle foibe, ma poi, tornando a tempi più recenti, si è pensato agli anni del terrorismo o, anche se con conseguenze meno dolorose, anzi quasi comiche, il caso dei serenissimi (assalto al campanile e la costruzione del Tanko). L’altro diverso ed il pullulare di risse, omofobia, stranieri, femminicidio ci ha portato a pensare di studiare il fenomeno “black lives matter” e vedere le analogie con la situazione italiana. A partire da quest’ultima sollecitazione si è fatta memoria del caso Pateh, suicida a Venezia, e i filmati che riprendono l’indifferenza di molti e le grida di chi dice “muori, un negro in meno ecc”. Altra riflessione che emerge è la correlazione tra questo linguaggio, la spersonalizzazione dell’altro e lo sviluppo della tecnologia degli armamenti. Paola ricorda l’esempio di un soldato argentino che ai tempi della dittatura militare praticava le esecuzioni degli oppositori gettandoli dagli aerei in mare. Il problema non si è posto fintantoché si sentiva solo nella condizione di eseguire l’ordine ma il giorno in cui si è trovato nella condizione per cui uno dei condannati si è attaccato alla sua gamba e quindi di dover decidere se dare la morte o tirarlo su. Questa consapevolezza, scattata in quel momento l’ha portato a riflettere. Nella guerra di oggi, sempre più tecnologica, sempre più videogioco, la distruzione, la morte,  coinvolgono sempre meno la soggettività, vi è un disinteresse per le vittime che al massimo di benevolenza vengono definite “danno collaterale”. Dopo questo articolato brainstorming si è pensato di utilizzare il dossier di amnesty ed il caso di Pateh (di cui presumiamo di recuperare parecchia documentazione), evidenziare come si sviluppa il linguaggio d’odio, la responsabilità che hanno le persone con un ruolo sociale importante (politici, giornalisti, opinion leader) nell’ amplificare e rendere sociale l’odio, le possibili derive che lo stesso può portare in caso di conflitto sociale o conflitto tra stati e cosa può significare un conflitto affidato sempre più a professionisti e a tecnologie con un potenziale distruttivo tale da far scomparire l’intera umanità.

Compiti per casa:

Bernardino sente Amnesty, gruppo di Mestre, sulla disponibilità all’uso del dossier da loro elaborato sul linguaggio d’odio (e verifica anche la loro eventuale disponibilità a partecipare alla stesura del documento).

Bernardino contatta don Nandino Capovilla per il recupero più ampio possibile della documentazione sul caso Pateh. 

Paola e Chiara, a partire anche da quanto riportato da questo verbale, proveranno ad abbozzare uno scheletro di documento.

Si rinvia all’incontro di tutto il tavolo la decisione della prossima data di incontro del gruppo di lavoro. Ci si impegna a scambiarci documenti e materiali almeno una settimana prima del prossimo  incontro per far si che nella riunione si possa entrare nella produzione del documento.
Mi pare di aver riportato quasi tutto e spero anche in modo coerente ma nel caso sono bene accolte le integrazioni e le precisazioni.

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